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Lavorazione 2D vs 3D

Se ti chiedessi qual è la differenza tra la lavorazione 2D e quella 3D, probabilmente otterresti la solita risposta: “La lavorazione 2D lavora su due assi, mentre quella 3D su tre”. È una risposta accurata, ma non molto di più. Quindi, che cosa significa veramente e quando dovresti usare l’uno o l’altro? Segui questo blog per saperne di più sulla lavorazione 2D e 3D.

Qual è la differenza tra 2D e 3D?

Abbiamo stabilito che la lavorazione 2D utilizza due assi, mentre quella 3D ne utilizza tre. Le D in questi termini si riferiscono alle “dimensioni”. Ciò significa che un pezzo 2D viene tagliato da un utensile che è fisso a una certa altezza, ma che può spostarsi da un lato all’altro e da un lato all’altro: questi sono i due assi che gli conferiscono la classificazione 2D. Si applica anche alla foratura, in cui l’utente posiziona l’utensile statico sugli assi X e Y mentre l’asse Z si muove in alto e in basso. Immagina un blocco di legno su cui verrà inciso il nome di una persona. Questa è un’applicazione perfetta per la fresatura 2D, poiché il nome stesso sarà su un unico livello lungo la parte superiore.

Nella fresatura 3D, l’utensile può anche muoversi verso l’alto e verso il basso, il che rende gli assi totali tre. L’utensile può muoversi a destra, in basso e in avanti contemporaneamente. Grazie a questo asse di movimento aggiuntivo, è possibile lavorare forme molto più complesse, come pale di ventilatori, staffe meccaniche e ingranaggi. Immagina che, invece di incidere il nome di una persona sul blocco, venga scolpita una montagna in miniatura. Poiché la montagna varierà in altezza e si estenderà da un lato all’altro e dall’indietro all’avanti, si utilizzerà la lavorazione 3D.

Lavorazione 2D

La fresatura 2D è considerata fondamentale, ma non è intrinsecamente più semplice della fresatura 3D. Un’officina non sceglierà di lavorare qualcosa in due dimensioni solo perché è più facile. In qualsiasi settore, sarà sempre il progetto del pezzo a dettare la modalità di lavorazione. Alcuni dei pezzi più comunemente lavorati in 2D sono pannelli, circuiti elettrici e insegne.

Lavorazione 3D

La fresatura 3D eccelle sui pezzi dalle forme più complesse, soprattutto quelli con superfici scolpite o non planari. Le parti per l’industria degli stampi e degli impianti, così come per l’industria aerospaziale, si affidano spesso alla lavorazione 3D.

Un rapido esempio

Il seguente esempio di pezzo illustra che non è saggio fare ipotesi sulla fresatura 2D rispetto a quella 3D, soprattutto quando si tratta della loro complessità. La farfalla a sinistra è oggettivamente più complessa della sua controparte a destra. La parte sinistra, però, è stata fresata in 2D. Quello di destra è stato fresato in 3D. Sarà sempre il pezzo a determinare il metodo migliore.

Per saperne di più

I singoli macchinisti spesso iniziano con la fresatura 2D per poi passare alla fresatura 3D man mano che le loro competenze crescono, soprattutto nelle strutture che dispongono di entrambe. È abbastanza comune che un’officina disponga di funzionalità sia 2D che 3D, in modo da avere una gamma più ampia di pezzi lavorabili. In questi contesti, è facile capire dove si confonde il confine tra queste due tecnologie e tra queste e la successiva: il multiasse.

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